La
storia parla chiaro: l’emigrazione dalle terre d’origine verso
altri luoghi è una costante della società. Gli uomini decidono
di stabilirsi lontano dal luogo d’origine per diversi motivi, primo
fra tutti il bisogno di ottenere condizioni migliori di vita. Anche l'isola
di Capri conosce questo fenomeno, nel passato come nel presente. Sembra
paradossale che molti personaggi di ogni genere, a partire da Tiberio,
abbiano scelto Capri per viverci, ma nello stesso tempo molti capresi
abbiano deciso di andar via.
Fino ai primi decenni del novecento Capri è ancora popolata da
una comunità di agricoltori e pescatori, e molti non riescono a
vivere in quel lembo di terra circondato dal mare. Negli anni 50/60 Capri
diventa meta del cosiddetto "divismo" cinematografico, e forgia
il suo carattere mondano, ma la vita per alcuni isolani è ancora
all’insegna delle difficoltà. Negli ultimi anni l'isola ha
conosciuto un relativo benessere, ha visto la stagione turistica espandersi,
e moltiplicare le presenze, aumentando così la ricchezza media
della comunità. Eppure, anche nei periodi cosiddetti d'oro, si
son visti giovani e meno giovani in partenza per un futuro lontano, spinti
da ragioni forse non solo economiche.
Dal canto nostro, vogliamo presentare quanto di positivo molte di queste
persone hanno realizzato, con sacrifici, coraggio e fortuna, distinguendosi
per aver ottenuto risultati e soddisfazioni notevoli, e creando fuori
da Capri tante piccole Capri, esportando la tradizione, il nome e le qualità
dei suoi abitanti nei luoghi più remoti, dagli Stati Uniti all'Australia.
Presenteremo alcuni di questi capresi, lungo un percorso storico che va
dagli inizi del novecento ai giorni nostri, e per ogni epoca prenderemo
come riferimento degli esempi, nelle diverse attività, da quella
turistica a quella industriale. In un apposito spazio illustreremo le
"radici di Capri in terra straniera", che hanno prodotto risultati
di cui l’isola non può che essere fiera. |